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Come scegliere le dimensioni del vaso?

scegliere le dimensioni del vasoScegliere le dimensioni del vaso

Sembra una domanda banale ma, strano a crederci, è una di quelle che mi vengono più rivolte durante il mio lavoro di vivaista ed è anche la prima tra quelle che dobbiamo porci quando una pianta necessita di essere travasata.
Già la prima anche perchè, a seconda delle dimensioni del vaso da acquistare, può variare di molto il prezzo tra un materiale e l’altro ma dei materiali ne parleremo in un’altra occasione.

Partiamo dalla considerazione che non esiste il vaso perfetto:

la pianta in natura è abituata a terreni ed ambienti più disparati ma in vaso è disperata 😉

A parte i giochi di parole la coltivazione in vaso è un’adattamento della pianta alle nostre esigenze, renderlo meno traumatico dipende da noi.

Il vaso grande è migliore di uno piccolo?

Non credere alle risposte troppo decise, prima di scegliere è importante analizzare alcuni aspetti; questi tre minuti di lettura non ti daranno verità assolute ma il parere di un appassionato che probabilmente ti aiuterà a sviluppare quella sensibilità necessaria alla coltivazione anche amatoriale di sicuro aiuto nella risoluzione delle problematiche che inevitabilmente da essa scaturiscono.

Andiamo al punto:

più è grande il vaso e maggiormente ci avviciniamo ad una condizione di sviluppo naturale delle radici e della pianta ma un vaso grande comporta una serie di svantaggi:

  • costo maggiore del vaso e dei materiali di riempimento;
  • aumento del peso. Può essere un vantaggio qualora la superficie della chioma sia molto estesa ed il peso della pianta considerevole. I tali situazioni infatti avere una base pesante aumenta la stabilità riducendo il rischio di rovesciamenti accidentali determinati dal vento o da urti;
  • difficoltà di spostamento. Uno dei vantaggi della coltivazione in vaso è la possibilità di spostare la pianta a seconda delle esigenze della stessa (per ripararla dagli stress climatici) e di quelle abitative (per gli ingombri e l’allestimento di differenti locali);
  • ingombro maggiore. Non di rado i vasi sono destinati a balconi ed ambienti interni/esterni di ridotte dimensioni, il travaso immediato in contenitori giganti può generare problemi di spazio, meglio arrivarci step by step procedendo ogni paio di anni travasando ogni volta in vasi leggermente più grandi;
  • ridotto ancoraggio della pianta. La principale funzione del terreno è l’ancoraggio della pianta al suolo e non come molti erroneamente credono la nutrizione della pianta. Un vaso grande riempito di terriccio “buono” (per antonomasia più leggero, torboso e drenante rispetto alle terre di campo) se non adeguatamente arricchito di materiali inerti strutturanti (come argille espanse, lapilli, pomici ecc.) rischia di non offrire un adeguato ancoraggio alle piante “pesanti” tipo alberelli e cespugli legnosi e vigorosi che, pertanto, potrebbero oscillare all’interno del vaso stesso ed avere conseguenziali problemi di attecchimento;
  • difficoltà di radicazione: sempre nel caso dell’adozione di terricci di buona qualità molto soffici per il travaso di piante aventi una zolla di radici estremamente vigorose, compatte e capillari (come ad es. le azalee) potrebbe succere che la trama di radici sia così fitta da intrappolare le stesse in una gabbia impermeabile;
  • rischio di fioritura ridotta nelle prime fasi. Succede spesso che, a seguito del travaso, le piante non riescano a fiorire per una, due o più stagioni. Questo verosimilmente perchè la pianta appena travasata conoscerà un notevole sviluppo delle radici in prima fase e successivamente dell’apparato aereo. Tale dispendio di energie andrà però ad intaccare le riserve necessarie alla riproduzione con conseguente diminuzione del numero dei fiori e dei frutti fino anche alla totale inibizione. Questo aspetto è ben noto ai produttoridi piante da fiore che, sfruttando il principio inverso,  grazie anche al perfezionamento di comcimi sempre più calibrati, possono permettersi di adottare contenitori di dimensioni sempre più piccole con evidenti vantaggi di costi di produzione e commercializzazione e con il vantaggio di ottenere piante meno “vigorose” nella vegetazione ma evidentemente più fiorite. Attenzione quindi al tipo di pianta da coltivare per scegliere le dimensioni del vaso: le piante da fiore, da frutto e gli ortaggi, se adeguatamente nutrite potranno offrire produzioni paradossalmente più generose in rapporto alla superficie della chioma se coltivate in vasi di dimensioni ridotte;
  • rischio di eccesso idrico. E’ chiaro che una zolla di dimensioni ridotte impiega molto meno tempo ad asciugarsi rispetto ad una grande. Ora, se è vero che questo può essere uno svantaggio qualora ci si debba assentare per lunghi periodi specie in estate, va considerato però che il nemico nr. 1 delle piante in vaso è l’eccesso idrico, capace di comportare l‘incurabile marciume radicale ma anche la comparsa di insetti e di funghi patogeni nel terreno;
  • sproporzione nell’armonìa estetica. Il vaso deve in ogni caso essere proporzionato esteticamente alle dimensioni della pianta. Una pianta gigante in un vaso piccolo, oltre ad essere poco stabile risulterebbe una stortura estetica, avrebbe l’effetto di una moto con le ruote della bicicletta..

 

Una simile dettagliata elencazione delle negatività sembrerebbe farmi propendere per la scelta del vaso di misura inferiore ma non è così.

Molti degli aspetti negativi esposti sono solo rischi che, se opportunamente conosciuti e non trascurati, non porteranno alle conseguenze temute.

Resto dell’idea che il vaso grande anche molti indiscutibili vantaggi, somiglia di più alla condizione che le piante trovano in natura, permette uno sviluppo maggiore e più vigoroso delle piante (che adeguatamente nutrite avranno anche una maggiore produzione quantitativa).

In ultimo, ma non  per importanza, il vaso grande offre un maggiore isolamento termico perchè una zolla di dimensioni ridotte impiega molto meno a gelarsi d’inverno e a scaldarsi in estate.

Questo aspetto è determinante per la buona riuscita di molte piante. Basti pensare che in estate i vasi esposti direttamente al sole (specie quelli in plastica) arrivano a scottare al punto di non poter essere maneggiati. La radice delle piante (che nel suo habitat naturale è esposta ad escursioni termiche assai ridotte grazie alla protezione del terreno) è costretta a sopportare una vera cottura con conseguenze più o meno importanti in relazione al grado di “sopportazione” della pianta.

Problema analogo, anche se per temperature inverse, dovranno affrontare le piante sensibili al gelo nella stagione fredda.

Spero di non averti disorientato ulteriormente ma di essere riuscito a stimolare la tua sensibilità nei confronti delle piante da coltivare..

 

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