Quanta acqua dare al ..

Quanta acqua dare al geranio? all’orto? al rosmarino? alle piante grasse?

 

Come innaffiare le piante

quanta acqua dare al rosmarino
Non a caso è in assoluto la domanda cui mi trovo a rispondere più frequentemente.quanta acqua dare alle piante

E non è un caso se l’irrigazione sbagliata è la principale causa di deperimento delle piante.

E’ quindi indispensabile capire (ed imparare al più presto) quale è il giusto quantitativo di acqua di cui le piante necessitano. Non è un apprendimento immediato, ma con un minimo di riflessione e un pizzico di sensibilità si può arrivare presto a saper rispondere adeguatamente alle esigenze idriche delle piante.

Se quando ti rivolgi ad un “esperto” chiedendogli quanta acqua dare alle piante ti senti rispondere – “ogni 2 giorni”,  “una volta al giorno”, “2 volte la settimana” ecc. – ritieniti autorizzato a dubitare.

I fattori di cui tenere conto sono moltissimi e non possono essere sintetizzati in una regola così perentoria: dimensioni del vaso (più è piccolo prima si asciuga, superficie fogliare (più foglie ha la pianta più traspira, materiale del vaso (più o meno impermeabile e isolante), tipo di terriccio (più o meno areoso, fresco e drenante), esposizione alla luce (proporzionale alla evaporazione), esposizione al vento, umidità ambientale.. sono tutti elementi che incidono pesantemente sul fabbisogno idrico.vai al negozio on-line


e allora come regolarsi per dare la giusta quantità di acqua alle piante?

La prima risposta che mi viene è: “meglio poca che troppa! Le piante, come tutti gli esseri viventi, devono bere quando hanno sete (ovviamente con le dovute eccezioni)”.

L’eccesso idrico è la causa principale di deperimento e decesso delle piante (per i marciumi e le patologie che comporta) specialmente di quelle coltivate in vaso.
l'acqua e le piante



Un metodo elementare:

Ad esclusione delle piante acquatiche e di poche altre che si comportano da idrovore, il metodo universale per capire se una pianta ha sete è “saggiare” il peso del vaso.





  • Effettuare una consistente      irrigazione, attendere qualche minuto che l’acqua in eccesso fluisca da vaso ed infine soppesare la pianta (con tutto il vaso) per farsi un’idea del peso in condizioni di “non sete”.

 

  • Tornare a “pesare” la pianta un paio di volte al giorno fino a quando la si troverà completamente asciutta (dal peso si intuisce se nel fondo del vaso risiede umidità o se, al contrario, il terriccio è completamente asciutto) in condizione di “sete”.

Con questo sistema possiamo tranquillamente evitare di fare improbabili calcoli che tengano conto di tutti i fattori che ho menzionato perchè se una pianta ha maggiori esigenze idriche la troveremo asciutta prima di quelle meno assetate.

La distanza di tempo tra le due condizioni ci indicherà ovviamente l’intervallo da rispettare tra una irrigazione e la successiva.

Al pari dell’irrigazione un elemento determinante per la buona riuscita della coltivazione di tutte le piante (specie di quelle in vaso) è la concimazione con fertilizzanti ricchi di microelementi.



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Marco Pacelli

*Quanto asserito nel presente articolo non ha validità scientifica ma deve essere considerato come una condivisione idee e di esperienza personale e professionale dello scrivente che, pertanto, declina ogni responsabilità in merito alla pratica delle tecniche descritte.