Medico delle piante: problema gelsomini

gelsomini malati

Quesito:

Gentile medico delle piante,

spero  davvero di avere trovato chi possa aiutarmi a salvare le mie sei piante di gelsomino. Sono da molti anni (avendone 77!) una appassionata di giardinaggio ed ho imparato a riconoscere la maggior parte dei problemi che si presentano, siano crittogame o parassiti. Ora purtroppo mi trovo a combattere con qualcosa che non riesco a determinare. Come può vedere una delle foglie è affetta da fumaggine che so essere una conseguenza della melassa prodotta  dalla cocciniglia o dagli afidi, ma afidi non ce ne sono e di cocciniglia ho trovato alcuni esemplari di cotonosa che ho tolto con alcool. Ora non ne vedo più. Il reticolo biancastro  che si vede sotto le foglie credevo fosse il classico risultato del ragnetto rosso ma, studiando le foglie con il contafili,  ho scoperto che di ragnetti vivi non c’è ombra. Li conosco bene e so quanto siano tremendi (li ho già debellati una volta sul gelsomino e lotto spesso per le surfinie). Cosa può essere?  Ora i miei gelsomini stanno deperendo a vista d’occhio e mi piange il cuore di non riuscire a salvarli, due delle piante hanno ormai solo le foglie all’apice, insieme ai boccioli che stanno per fiorire (forse!). Le foglie così malconce diventano mano a mano rosse e cadono e la bella quinta verde della mia terrazza curata da anni, sta sparendo. Mi può aiutare? Grazie infinite.

Cordiali saluti

Giovanna M..

Risposta:

Gentile Giovanna,
Non ha trovato parassiti (che conosce bene) semplicemente perché probabilmente non ce ne sono. Ovvero son sono presenti in numero tale da non poter determinare i problemi che lei mi descrive.
Ritengo che la sintomatologia sia riconducibile a stress ambientali, idrici e nutrizionali.
Pur non avendo immagini contestuali delle piante la dettagliata descrizione che mi ha fornito mi fa capire che le piante vivono in vaso o cassetta.
Tenga presente che dopo qualche anno di permanenza nel medesimo contenitore, voluminoso che sia, piante vigorose come i ryncospermum sviluppano un apparato radicale talmente compatto e con una trama così fitta da diventare impenetrabile perfino all’acqua.
Irrigarli adeguatamente diventa problematico perché è difficile valutare il livello di umidità contenuta nelle zolle anche per la difficoltà di soppesare i vasi grandi specie se di materiale pesante. L’eccesso idrico può risultare più deleterio del difetto.
In tali situazioni una buona soluzione è l’irrigazione dal basso per mezzo di sottovasi/sottocassette.
L’unico modo per arrivare a diagnosi certa è l’analisi della zolla per determinare se compaiono temuti marciumi radicali o se la radice appare riseccolita e disidratata. Questo intervento è però faticoso e difficile da effettuare a causa del peso, e di altri fattori come l’ancoraggio delle radici al vaso e dei rami alle reti di supporto.
Altrettanto importante è lo stress da carenze nutrizionali. Non mi ha descritto che tipo di concimazioni utilizza ma per esperienza le dico che se anche avesse preparato le piante in fase pre-vegetativa con concimi a base organica, per nutrire opportunamente piante adulte in vaso è necessario ricorre regolarmente a fertilizzanti più complessi e ad effetto immediato con interventi da ripetere ogni 10-15 gg. Per farsi un’idea può consultare questo collegamento:

concime liquido per piante fiorite.
In ultima analisi le sue piante potrebbero aver risentito del non adeguato ph del terreno il quale, per effetto del sole e dell’acqua calcarea potrebbe nel tempo aver perso acidità. Si può ovviare misurando il ph con appositi strumenti ed eventualmente intervenire con prodotti correttori di acidità del terreno.

Se avesse necessità e difficoltà di reperire il piaccametro  può seguire questo link:

misuratore del ph