Medico delle piante: Goji, Rosa e Dolichos

Quesito:

Buonasera,
vi invio in allegato foto e particolari di tre piante che hanno assolutamente bisogno di un intervento da parte di voi esperti.
Una è una rosa Tempi Moderni

Medico delle piante: Rosa malata

Ha fatto dei nuovi getti che sembrano stare bene, ma il resto della pianta ha foglie giallognole e quelle superiori addirittura grigie ed accartocciate, quasi bruciate.

 

Non è stata rinvasata da che l’ho comprata (2011) ed è stata trattata con dell’antiparassitario in primavera.

 

 

 

 

 

 

L’altra pianta che mi fa impazzire è il Goji.

Medico delle piante: Goji malatoAppena comprata (questa primavera) era verde brillante e piena di foglie.

Dopo una forte assolata ha perso gran pare delle foglie, quelle rimaste erano diventate gialline, tant’è che ho pensato di aver sbagliato il tericcio del primo rinvaso.

Ho mescolato, quindi, un po’ di terriccio acido a quello normale, sperando di compensare un po’ ed in effetti una certa ripresa c’è stata.

La zona è in una parte del giardino un po’ più riparata dal sole (anche se online sembra che non sia una pianta così delicata).

Ora ha molti fiorellini ma nel complesso è stenta, spelacchiata, con foglie sia con puntolini gialli che con margini bruni.

 

L’ultima mia pena sono delle piantine che ho ricavato da seme. Sono delle Dolichos Lablab.

Medico delle piante: Dolichos malatoDurante l’estate hanno fiorito tranquillamente ed ho provveduto a togliere sia i fiori appassiti che i baccelli per rinvigorire la pianta (sono nate quest’anno).

Solo ultimamente alcune foglie si sono ingiallite di un giallo bruno-ambrato.

Foglie che ho tolto subito, ma mi sono un po’ impaurita perchè non ho capito cosa sia successo loro.
Tengo a precisare che durante l’estate ho provveduto a dare a tutte le piante che mostravano segni di ingiallimento del sequestrene ed in generale del concime a lenta cessione.

Non so se vi servono altre informazioni, foto o quant’altro ma non esiterò a fornirvi ciò che vi necessita per poter curare le mie care.

 

Attendendo un vostro responso vi ringrazio per la vostra cortesia e collaborazione.

Mariangela

 

Risposta:

Gentile sig.ra Mariangela,

 

  1.     Le rispondo partendo dalla Rosa:

la sua pianta probabilmente ha sofferto il caldo estivo in maniera accentuata anche dalle dimensioni ridotte del vaso che tende ad asciugarsi e surriscaldarsi.
La rosa è una pianta che cresce molto vigorosamente in primavera producendo così una vegetazione tenera e soggetta ad attacchi di insetti e funghi.

Per i primi si interviene in caso di infestazione mentre per le malattie fungine (e qui veniamo al suo caso) è indispensabile la prevenzione in quanto il danno non può regredire ma si può contenere evitando che si espanda alla nuova vegetazione.
Comunque non disperi, niente di grave, i nuovi germogli sani fanno ben sperare e personalmente punterei a farla rinvigorire un po’ in attesa della pausa vegetativa invernale.

  •     esegua una potatura di tutte le foglie secche (se dovesse aver necessità di forbici per potature può dare un’occhiata ai nostri prodotti);

 

  •     effettui un trattamento con un prodotto anticrittogamico contro l’Oidio e la ruggine (può andar bene anche il classico verderame ma stia attenta alle concentrazioni rameiche perchè la foglia della rosa è molto delicata);

 

  •     in inverno proceda con una potatura drastica (per questo le dico di non preoccuparsi troppo in questo momento della vegetazione) lasciando solo 4-5 rami di 10-15 cm di lunghezza dal colletto e con il travaso in un contenitore più grande di almeno 5 cm di diametro rispetto a quello che vedo;

 

  •     ripeta il trattamento anticrittogamico dopo la potatura;

 

  •     in inverno riduca al massimo l’irrigazione.

Il tipo di rosa da Lei scelto è rifiorente e nel periodo settembre-ottobre, se ben trattata, avrà un nuovo slancio vegetativo durante il quale non manchi di nutrirla (non so quali concimi lei abbia in ogni caso sarebbero opportuni dei prodotti a pronta cessione da somministrare prima dell’arrivo del freddo invernale ogni 10-15 giorni.

Senza dover ricorrere ad ulteriori acquisti per concimi specifici per le rose possono andar bene anche degli universali per fioriture o per cespugli fioriti purchè a pronta cessione).

 

Mi raccomando di prestare attenzione al tipo di terriccio utilizzato, le rose vogliono terre leggere e ben drenanti (spesso contenenti della pomice per dare anche struttura e sostegno alla pianta) per evitare i ristagni idrici.

 

2.    Per il Dolichos ci troviamo in una condizione analoga a quella della rosa anche se la pianta credo abbia reagito meglio trovandosi in un contenitore di dimensioni più proporzionate al proprio accrescimento.
Segua la stessa profilassi che le ho consigliato per la rosa con la differenza di effettuare una potatura invernale meno drastica.

Il sequestrene da lei utilizzato sembra aver dato buoni risultati sulla vegetazione della Rosa e del Dolichos (che presentano poche foglie ma scure) ma si limita a rinverdire la vegetazione senza stimolarne la vigoria.

Come detto per la rosa anche il Dolichos troverebbe sicuramente giovamento con l’utilizzo di concimi più complessi come quelli per le fioriture a pronta cessione.

 

3.    Il Goji merita un discorso a parte:

credo poco probabile che il danno sia causato dall’acquisto di un terriccio universale inadeguato (pur se di scarsa qualità) utilizzato al momento del primo rinvaso, per quel che si sa (essendo una pianta di recente introduzione) il Goji non è così esigente con i terricci e, pur essendo una pianta tendenzialmente acidofila, si adatta a terre anche con ph piuttosto elevato.

Per avere la sicurezza che il terriccio abbia una acidità non eccessiva (non dovrebbe essere superiore a ph7) può eventualmente munirsi di un phmetro commerciale.
Il trauma potrebbe essere stato causato dalla non corretta tecnica del travaso e dal successivo erroneo apporto idrico che non ne hanno consentito la regolare radicazione.

Senza prolungarmi in noiose spiegazioni le direi di procedere come segue:

Sospenda l’irrigazione per 1 o 2 giorni fino a far asciugare la zolla;

Capovolga il vaso tenendo una mano sotto il colletto della pianta in modo da contenere la zolla ed estrarla dal vaso senza strappi (faccia queste operazioni nelle prime ore della mattina o nelle ore serali in condizioni di luce adeguate);

verifichi lo stato di radicazione (le radici dovrebbero aver circondato l’intera zolla formando una trama a forma di vaso);

cerchi di capire se sussistono condizioni di marciume radicale localizzato e esteso all’intero apparato radicale (le radici in marciscenza tendono ad annerire ed a sguainarsi, se prova a tirarle leggermente si scortecciano);

asporti gli eventuali marciumi e riponga la pianta nello stesso vaso con terriccio fresco dopo aver disinfettato il contenitore.

Per tutte le sue piante in vaso tenga presente che è preferibile il difetto all’eccesso idrico.
Le faccia bere quando hanno sete e se ha dubbi provi a saggiare il peso del vaso: quando è molto leggero può irrigare abbondantemente – anche per immersione ove necessario – avendo poi cura di far scolare l’acqua in eccesso.

Una chicca:
Se fosse interessata alle tecniche di coltivazione Bio mi piacerebbe presentarle questo prodotto che pochi conoscono e che sembra attagliato alle sue esigenze.
Si tratta di un fungo che colonizza le radici delle piante ed instaura con esse un rapporto di complementarietà che giova alle piante favorendone la radicazione, rendendole più resistenti alle avversità ed agli stress idrici e salini, e facilitando l’assimilazione dei composti nutritivi.

Spero di esserle stato utile e soprattutto di esserlo stato alle sue piante.